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Giulia Piazza

Studente

La ricerca sulle alghe coralline Mediterranee tra Milano e Barcellona

Mi chiamo Giulia Piazza, sono una dottoranda in Scienze Ambientali in cotutela all’università di Barcellona (UB). Dopo la triennale in Scienze Naturali presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, nell’anno accademico 2016/2017 sono stata tra i primi studenti a iscriversi alla nuova laurea magistrale in Marine Sciences e da lì è nato il mio interesse verso il mondo vegetale marino. 

Mi chiamo Giulia Piazza, sono una dottoranda in Scienze Ambientali in cotutela all’università di Barcellona (UB). Dopo la triennale in Scienze Naturali presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, nell’anno accademico 2016/2017 sono stata tra i primi studenti a iscriversi alla nuova laurea magistrale in Marine Sciences e da lì è nato il mio interesse verso il mondo vegetale marino. 

Il mio progetto di dottorato riguarda la geochimica e la mineralogia delle alghe rosse calcaree, o alghe coralline, nel Mar Mediterraneo. Sto approfondendo in particolare il segnale del boro. Parlo di “segnale” perché questo elemento, che dall’ambiente viene incorporato nel corpo dell’alga durante la sua crescita, offre agli scienziati l’opportunità di ricostruire le variazioni di pH e di carbonio dell’acqua di mare nel corso del tempo. 

Il fascino di questo progetto risiede anzitutto nell’oggetto di studio, le alghe coralline. Avendo un corpo calcareo, oltre ad averci lasciato un ricchissimo record fossile, esse creano sul fondale marino rilievi e habitat ricchi in biodiversità. Studiandole ho quindi avuto l’opportunità unica di fondere le mie due anime da naturalista, quelle della geologia e della biologia. Nonostante la loro riconosciuta importanza a livello sia ecosistemico sia paleontologico, sorprendentemente di queste alghe non si sa ancora abbastanza. Non meno affascinante poi è lo scopo ultimo del progetto, che si propone di ricavare informazioni utili alla comprensione dei cambiamenti climatici avvenuti nel passato più recente e più lontano.

Il dottorato in cotutela mi ha dato una nuova occasione di confronto con la realtà internazionale. Ho goduto ogni possibilità di esperienza all’estero a partire da Marine Sciences, e consiglierei a chiunque di intraprendere questo percorso. Le difficoltà non mancano, a partire dalla burocrazia fino alle sfide linguistiche e culturali, ma ognuna di queste mi ha arricchita e trasformata profondamente. La cotutela con un’altra Istituzione offre poi un’ulteriore possibilità di beneficiare delle più avanzate tecnologie, come sta succedendo a me con le analisi isotopiche che stiamo conducendo alla UB.

La mia partenza, come quella di molti altri, è stata ritardata dalla pandemia, soprattutto perché la mia ricerca a Barcellona consiste principalmente in attività di laboratorio. Ho quindi sfruttato i periodi di lockdown per produrre scritti e finalmente appena possibile ho avviato la mia missione. 

Sono sicura che questo dottorato mi darà delle armi in più per relazionarmi con il mondo del lavoro, che sia in ambito accademico o meno. Il doppio titolo di dottorato arricchirà senz’altro il mio curriculum e sfrutterò la rete di conoscenze che ho ampliato. Penso poi che, al di là dei riconoscimenti formali, stia alla bravura di ognuno di noi riuscire a comunicare in modo efficace il duro lavoro svolto in questi anni.

Giulia Piazza

Studente

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